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Come determinare l’Importo del Finanziamento Dipendenti

  • Ottobre 11th, 2006

L’importo del prestito dipendenti è ottenuto generalmente secondo i seguenti punti:

1-viene prima stabilito l’importo di una rata presa in modo singolo che può essere secondo la normativa minore o al massimo uguale ad un quinto dello stipendio del richiedente, questa cifra può essere anche minore a seconda che il cliente lo voglia.
2-si sceglie di quanto tempo al massimo debba durare il finanziamento o il rapporto tra la società e il cliente generalmente in base a che tipo di cliente ci si trova difronte, ovvero se pubblico, privato o statale e in base agli anni di anzianità sul lavoro paragonate su varie tabelle di proprietà e fattura della stessa società erogatrice.
3-moltiplicando l’importo della rata singola con il numero di rate si ottiene la somma totale del prestito.
4-si vede che il rapporto tra il finanziamento e il TFR cumulato sia minore di un numero preciso scelto dall’ente finanziatore (per esempio come Rapporto/TFR <3 o qualsiasi altro numero deciso dall’ente), in caso non sia cosi si dovrà ridurre l’importo finanziabile per al cliente.
5-da questa somma trovata vengono levate tutte le spese assicurative, di istruttoria, lgi interessi vari e le commissioni bancarie o di intermediazione se ve ne sono.
6-la somma finale di questo calcolo è ciò che ti verrà erogato come somma del finanziamento.

Quanto descritto vale per un cliente che decida di avere un finanziamento pari al massimo ottenibile che gli è concesso, nel caso in cui invece si vuole un importo minore e predefinito tutto dovrà essere calcolato con la base dell’importo del finanziamento e la rata di rimborso.

Per mezzo di questi semplici passi si possono calcolare le rate del prestito o le rate del finanziameno, calcolo del tasso di interesse, calcolo del massimo prestito ottenibile o calcolo dell’importo del prestito per ogni singolo tipo di dipendente.

Somma del Finanziamento per Dipendenti

  • Ottobre 11th, 2006

La somma massima che può raggiungere un prestito dipende si può ricavare dai seguenti fattori:
-dagli anni di anzianità.
-dal TFR cumulato.
-o dall’importo del guadagno mensile netto quindi senza alcuni guadagni di “straordinari” o per esempio derivati da premi della ditta per il lavoro.

Più sono gli anni che lavori per un’azienda, più il TFR accumulato è maggiore, quindi piu grande sarà la probabilità di vedersi accettato il finanziamento dall’ente finanziario o dall’istituto erogatore visto che si hanno maggiori garanzie, questo fa aumentare anche la possibilità di ricevere importi e cifre di danaro piu elevate.
Poi dato che la cifra della rata mensile deve essere inferiore di un quinto del reddito netto (quindi della busta paga), piu grande è il reddito e guadagno al lavoro, più potrà essere elevata la rata mensile pagabile, quindi a sua volta più grande potrà essere anche l’entita del mutuo monetario.

La normativa verso il credito per i consumatori prevede che la somma dei prestiti dipendenti vada dai 150 euro all’incirca fino ai 30000 euro. In caso vi sia cessione del quinto dello stipendio i finanziatori solitamente cedono anche importi superiori alla norma (sempre in base all’anzianità, allo stipendio percepito e al TFR come spiegato prima), sempre nel caso in cui il prestito non sia piu soggetto a questa normativa.
Tutto ciò può avere diverse conseguenze come l’obbligo di esposizione del TAEG e non è piu valida la regola dell’1% della somma per poter estinguere anticipatamente il prestito come penale, tutto ciò comunque viene deciso dall’istituto compreso il fatto di continuare o meno il rapporto.

La normativa da anche determinate scadenze presice al pagamento del finanziamento, infatti come spiegato negli altri articoli la rata non può mai essere superiore all’un quinto dello stipendio totale del richiedente.
Solo in alcuni casi questa quota può essere oltrepassata sempre per decisione degli istituti finanziari, a patto che sia data una speciale delega al finanziatore in modo da poter riscuotere somme maggiori al quinto dello stipendio prima descritto. Qualsiasi sia l’evenienza il consiglio è sempre vedere se si è veramente in grado di sostenere una rata cosi alta nel proseguire dei mesi per non diventare mai un cattivo pagatore o protestato nei confronti del finanziatore. La normativa inoltre prevede una comunicazione istantanea all’ente che finanzia di un’eventuale diminuzione dello stipendio da parte della ditta per la quale lavori, cosa importantissima.

Ritardato Pagamento Prestito Dipendenti

  • Ottobre 11th, 2006

In caso vi sia un ritardo nel pagamento anche solo di un’unica rata stipulata nel modulo del contratto del finanziamento qualsiasi sia stata la causa, si dovranno poi pagare insieme all’importo non pagato e oltre agli interessi della rata anche gli interessi di mora sulla data stessa.
In caso invece in cui venga cessato il rapporto lavorativo con una determinata ditta, o ci sia una sospensione per un qualche motivo o anche solo una lieve riduzione dell’importo netto dello stipendio, o per esempio anche solo l’amministratore della ditta per la quale si lavora si dimentichi di pagare o ritardi una rata, il finanziatore può considerare il contratto stipulato come risolto. Questa cosa accade anche in caso ci sia una polizza assicurativa stipulata che copra tutto. La conseguenza a questa risoluzione del contratto da parte del finanziatore vuol dire che il cliente o richiedente che sia dovrà rimborsare tutta la somma dovuta in modo istantaneo.

Possibilità di Estinzione Anticipata

  • Ottobre 11th, 2006

La legge o normativa descritta nell’altro articolo rende chiara l’idea che il prestito in qualsiasi momento può essere enstinto in modo anticipato semplicemente restituendo l’importo che mancava da restituire piu alcune maggiorazioni.
L’ente finanziatore richiederà la parte di capitale residuo non ancora versata, piu gli interessi e i vari altri oneri maturati fino a quel momento, poi in caso sia previsto dal contratto stipulato, di solito è cosi, di una somma che comunque non sarà mai maggiore all’1% di tutto il capitale residuo (ciò vale per i finanziamenti fino a 30000 euro, ovvero il limite generale per il credito al consumo).

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